mercoledì 29 gennaio 2020

Nasce WikiEdu


Prisciandaro (Apei): consentire il rinnovo dei contratti degli educatori che operano nei comuni per la presa in carico degli utenti del Reddito di cittadinanza

Alessandro Prisciandaro (Apei): consentire il rinnovo dei contratti degli educatori che operano nei comuni per la presa in carico degli utenti del Reddito di cittadinanza


In una nota inviata ai commissari delle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali di Camera e Senato il Presidente nazionale dell'Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani è intervenuto sul tema della tenuta del sistema dei servizi di presa in carico sociale del Reddito di inclusione e del reddito di cittadinanza. Centinaia di pedagogisti ed educatori professionali socio-pedagoci operano - accanto ad altri professionisti sociali, (assistenti sociali, mediatori, psicologi, amministrativi informatici, ecc)- nei servizi di presa in carico degli utenti che percepiscono il Rei - Rdc.
Nella comunicazione dell'Apei, a firma del presidente nazionale Alessandro Prisciandaro si invita i deputati e i senatori che in queste ore sono chiamati a discutere ed approvare il testo del Milleproroghe, ad approvare le modifiche contenute negli emendamenti volti a consentire la proroga dei contratti dei professionisti che servono i cittadini in condizioni di povertà nei Comuni. "La tenuta del reddito di cittadinanza nelle sue componenti educative volte a sostenere l'uscita da una condizione di esclusione sociale - ha dichiarato il presidente nazionale dell'Apei Alessandro Prisciandaro - è essenziale alla definizione di comunità solidali e tali da promuovere attivamente il benessere dei cittadini. Riteniamo cruciale che si proceda velocemente all'approvazione degli emendamenti in discussione e che tutti i contratti in essere vengano prorogati e rimangano permanentemente al servizio degli enti locali, anche mettendo mano a procedure apposite di stabilizzazione"

domenica 26 gennaio 2020

Università telematiche, è giusto escluderle dalla formazione in scienze dell'educazione?

Nei giorni scorsi è stato pubblicato un decreto ministeriale dell'ex Ministro dell'Università e della ricerca scientifica. Il decreto prevede che dal prossimo anno accademico gli atenei telematici non abbiano più l'autorizzazione a tenere corsi di laurea di ambito sociale, psicologico e pedagogico e lascia ad esaurimento i corsi già esistenti. In sostanza dal mese di giugno le telematiche non potranno più accogliere nuovi iscritti per diverse lauree triennali e magistrali, tra cui quella in scienze dell'educazione.

 In molti hanno esultato argomentando che la formazione telematica è meno seria e che quindi le professioni che hanno a che fare con le persone essendo più delicate è giusto che vengano esclude dalla formazione telematiche.
Intanto la formazione telematica è una importante opportunità per coloro che vivono in posti disagevoli e non sono in condizione di accedere alle città universitarie, e anche per coloro che lavorano, e hanno necessità di fruire delle lezioni aldifuori degli orari definiti dall'orario delle lezione. Questo è ancora più vero se si considera che una ampia fetta della nostra vita si vive nell'online e senza le modalità a distanza non potremmo vivere come viviamo. 
Ora personalmente non ho mai avuto dai colleghi che studiano scienze dell'educazione presso una telematica un feedback di scarsa qualità degli insegnamenti.
Ma supponiamo pure che sia così e che gli esami nelle telematiche siano facili e che la formazione faccia schifo. Supponiamo pure che la qualità degli insegnamenti sia inferiore nelle università telematiche. 
La cosa più intelligente sarebbe monitorare  la qualità del sistema universitario telematico, non chiudere i corsi di laurea. Se c'è l'idea che i corsi di laurea in psicologia o pedagogia siano di scarsa qualità bisogna verificare che siano effettivamente erogati corsi di qualità come si fa per i corsi in presenza (a proposito si fa per i corsi in presenza?).
Io non vorrei che un giudizio negativo sulle università telematiche si trasferisse sulla formazione a distanza, e anche vorrei che il dibattito su questa vicenda fosse un poco più aperto, perchè non mi pare che si spieghi questa chiusura. 
A me sta a cuore la qualità della formazione accademica e al contempo la possibilità di accesso alla conoscenza da parte di tutti. E credo che questi due principi siano compatibili.
Se siete arrivati fino a qui vi invito a cliccare su mi piace sulla pagina, in modo da rimanere in contatto sugli aggiornamenti degli spunti pedagogici

mercoledì 22 gennaio 2020

Concorso Asl Bari, a che punto stiamo

Nel video che riporto qui sotto Stefania Coti, vicepresidente nazionale Apei e presidente regionale Apei Puglia, fa il punto sul ricorso presentato da 30 colleghi educatori professionali sociopedagogici contro il bando dell'Asl Bari che ci esclude dal concorso pubblico per educatori professionali.


Asl Caserta, facciamo il punto sul bando che stava per buttarci fuori dai servizi per bambini e ragazzi autistici

Il nuovo bando dell'Asl Caserta per educatori professionali sociopedagogici
Il 12 dicembre su richiesta di alcuni dei colleghi abbiamo tenuto un'Assemblea Apei Campania a Caserta perchè i colleghi educatori professionali sociopedagogici temevano di essere esclusi dal nuovo bando per la short list di imprese che erogano servizi ai bambini e ai ragazzi con autismo.
Il 31 dicembre abbiamo mandato una comunicazione all'Asl, al Presidente De Luca, ai sindacati, alle imprese e all'associazionismo di genitori per fare presente che su questa questione l'Apei Campania ci sarebbe stata e non saremmo stati lì a lamentarci.
Il 17 dicembre esce il bando, che prevede tra il personale solo psicologi e professionisti di professioni sanitarie con titolo Aba.
Ci siamo mossi subito nella ricerca di alleanze e abbiamo da subito cominciato a raccogliere le disponibilità per un ricorso: eravamo arrivati a 32 partecipanti!. Il 20 abbiamo trasmesso una diffida e abbiamo avuto rassicurazioni dall'Asl che avrebbero corretto il bando. Questo il mio video delle prime ore:



Questo invece è il video in cui annuncio che la battaglia è stata vinta. Vi invito a guardarlo tutto, perchè la battaglia politico professionale si vince se siamo tutti insieme, e la forza di questa categoria è il numero, e la sua capacità di pressione. Gli educatori professionali sociopedagogici sono una forza della natura!
Ad Maiora, verso altre grandi battaglie politico - professionali