giovedì 14 novembre 2019

Elenchi speciali, chi ne ha diritto


Il prossimo 20 novembre terrò a Pompei (Na) un laboratorio nell'ambito dell'autunno pedagogico sugli elenchi speciali.


Dal 01 ottobre 2019 al 31 dicembre 2019 è possibile fare domanda di iscrizione agli elenchi speciali ad esaurimento delle professioni sanitarie, e quindi anche all’elenco speciale dell’educatore professionale come professione sanitaria.
Nel laboratorio vedremo chi ha i requisiti per iscriversi agli elenchi speciali, a chi conviene iscriversi e cosa succede a chi – perché non ne ha diritto o perché decide di non farlo – non si iscrive agli elenchi speciali.






domenica 3 novembre 2019

Aiuto! Sono un educatore professionale e vogliono licenziarmi

Molte colleghi educatori professionali sociopedagogici ci chiedono aiuto, e lamentano di non aver trovato tutela nei sindacati.
In effetti la copertura sindacale dei servizi sociali, educativi e socioassistenziali è molto scarsa e molto spesso siamo nella condizione di rispondere a queste richieste di aiuto noi dell'Apei. Ne parlo nel video che segue



lunedì 28 ottobre 2019

Assistenza all'autonomia e alla comunicazione un videorepilogo

Torna utile un riepilogo dei (molti) video sul tema dei servizi di assistenza all'autonomia e alla comunicazione. Ne ho parlato qui (post del 21 agosto 2019). La questione è legata a due ordini di considerazioni. Da un lato, l'introduzione delle qualifiche professionali di educatore professionale sociopedagogico e di pedagogista modifica in quadro delle professioni sociali normate dallo Stato (per questo riteniamo che molte delle qualifiche regionali siano divenute illegittime).


Ne ho parlato nel video che segue:


nel video che segue, invece, argomento perchè secondo noi, nello specifico, le qualifiche di assistente all'autonomia e alla comunicazione devono essere abolite


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Una questione che potrebbe interessare ad alcuni di noi è la seguente: Quale è la differenza tra l'educatore professionale e l'insegnante incaricato nelle attività di sostegno? Ho provato a dare una lettura di questa tematica, nel video che segue




Infine, per chi ha pazienza e voglia di approfondire, nel video che segue trovate un webinair sulla questione politico - professionale dei servizi di assistenza all'autonomia e alla comunicazione e gli educatori professionali sociopedagogici. Mentre i video che vi ho mostrato in precedenza duravano pochi minuti, quello che segue dura circa mezz'ora, è più artiolato,  ma abbastanza esaustivo.



mercoledì 21 agosto 2019

Assistenza all'autonomia e alla comunicazione, riepiloghiamo

Un video Apei di qualche giorno fa ha funzionato da sasso nello stagno, scatenando una marea di polemiche su di una legittima e persino ovvia posizione dell'Apei sulle attività di assistenza all'autonomia e alla comunicazione.
La questione è vecchia, e ce ne occupiamo da tempo, non ultima l'iniziativa dell'Apei siciliana indirizzata alla città metropolitana di Messina.

Banalmente: riteniamo che le funzioni di assistenza all'autonomia e alla comunicazione debbano essere riferite al profilo professionale dell'educatore professionale sociopedagogico. Si tratta della soluzione più naturale e più ragionevole.

Perché:
  1. L'assistente all'autonomia e alla comunicazione non esiste come professione autonoma. Ad oggi, almeno. I riferimenti normativi che alcuni citano (Il Dpr 616/77 e la Legge 104/92) non parlano di una figura professionale, ma del servizio di assistenza. Non esiste una qualifica professionale o un profilo di assistente alla comunicazione nella normativa nazionale. Chiaro?
  2. L'educatore professionale - al contrario - è una qualifica professionale, e c'è una legge che ne definisce la riserva professionale, la Legge 205/2017, art. 1, cc. 594 - 602.
  3. Argomentare che, a normativa vigente non c'è un chiaro ed inequivocabile collegamento tra l'educatore professionale sociopedagogico e il servizio di assistenza all'autonomia e alla comunicazione significa scoprire l'acqua calda. Qui stiamo argomentando una valutazioen politico - professionale precisa, fondata sulla normativa vigente. E cioè che per svolgere la professione connessa all'attività di assistenza all'autonomia e alla comunicazione la cosa più ragionevole è che questa sia ricompresa nella qualifica di educatore professionale sociopedagogico perché è ciò che di più affine esiste nel nostro ordinamento. Nell'ambito delle professioni sociali (l'assistente sociale, l'operatore sociosanitario, ecc) non esiste niente di analogo. Lo psicologo non lo cito proprio, perché lo psicologo è una professione sanitaria
  4. In questo momento storico, attuazione della delega contenuta nell'articolo 3 del Dlgs 66 come modificato dal Governo Conte è possibile riordinare una materia che tradizionalmente era assai disordinata. Basta che la conferenza unificata stabilisca un chiaro nesso, con l'educatore professionale sociopedagogico e definisca un quadro di percorsi di formazione post lauream (in particolare per quanto concerne i bisogni delle persone cieche e sorde). Forse lo stesso risultato sarebbe ottenibile con ricorsi di volta in volta sui bandi e sugli atti regionali che definiscono la formazione, ma è una strada molto lunga e costosa.
  5. Infine, se coloro che lavorano come assistenti venissero considerati educatori nessuno verrebbe licenziato perché siamo ancora in vigenza della sanatoria di cui alla Legge 205/2017, alla quale molti assistenti all'autonomia e alla comunicazione hanno pure già aderito. 
Che aspettate?

martedì 13 agosto 2019

Elenchi speciali. Conviene?


L'Apei, per venire incontro alle esigenze degli educatori professionali sociopedagogici che operano nel sociosanitario e che intendono fare domanda di iscrizione negli elenchi speciali ha attivato uno sportello Whatsapp per richiedere informazioni e gestire la fase di iscrizione.
Per accedere allo sportello si invia un messaggio whatsapp al 3515674449 e da li si viene inseriti in un gruppo Whatsapp per ambito territoriale. Sto gestendo quindi decine di richieste di iscrizione, con le domande più disparate, compreso la domande delle domande: conviene fare domanda per l'elenco speciale?
Anche perché purtroppo, c'è chi pesca nel torbido, e continua a paventare l'esercizio abusivo della professione che non c'è e altre amenità del genere. 
Io a chi mi chiede se conviene rispondo così.



La Legge 205  prevede che con la laurea in scienze dell'educazione sia possibile operare nel sociosanitario. Quindi esistono una professione sociosanitaria e una professione che può operare nel sociosanitario. In questo momento quale sia la differenza solo Dio lo sa.



Quindi, se hai il diritto di accedere in via di sanatoria (i requisiti sono definiti dal Decreto ministeriale del 9 agosto) potresti valutare di darti questa ulteriore opportunità, fermo restando che il tuo posto di lavoro è garantito dalla Legge 205/2017, art. 1 c. 594, come modificato dalla L. 145/2018, art. 1, c. 514.



Ovviamente, in questo caso, ti accolli tutte le rotture di palle del caso: il balzello di iscrizione, l'obbligo di fare la formazione che decide l'ordine e chissà quanti altri lacci e lacciuoli che questi geni che hanno voluto l'albo hanno deciso di imporre ai loro colleghi.
Però è una opportunità in più.
In bocca al lupo.