sabato 30 giugno 2012

Un appello alla generazione di trentenni e quarantenni

Questa settimana vi propongo un terzo terzo post sul blog (mi ero ripromesso di pubblicarne un paio a settimana), che con la pedagogia non ha niente a che fare. Si tratta di un appello che ho ritenuto di realizzare qualche settimana fa, e di lanciare alla mia generazione, quella dei trentenni e dei quarantenni, quella che paga tutti i costi sociali (mancanza di lavoro, stile di vita basso, devastazione sulle pensioni, ecc) a causa dei danni che gli ha lasciato la generazione dei padri.

Se da un lato si possono introdurre dei piccoli correttivi ridando qualcosa ai giovani e togliendo qualcosa a tutti gli altri (la riforma Fornero qualcosa in questa direzione, lo ha fatto) io credo che una vera politica di rappresentanza generazionale sia quella che supera gli interessi corporativi (non voglio una nuova corporazione giovanile, un sindacato dei giovani per intenderci) e decide di mettere mano ai problemi in maniera seria  e strutturale. Si, vabbè, i costi li pagherò io. Mi può stare anche bene. Voglio però che non li paghi la generazione che viene dopo di me, quella dei miei figli.

A presto


venerdì 29 giugno 2012

Turismo per portatori di handicap, una nuova iniziativa in Lingua dei segni

Oggi mi consentirete di fare pubblicità, attraverso questo post sul mio videoblog, ad una iniziativa che una delle cooperative di cui faccio parte ha promosso. La cooperativa si chiama Archeosannio e potete dare un'occhiata alle sue attività dal sito www.pellegrinieviaggiatori.it. Archeosannio ha promosso un innovativo servizio il lingua italiana dei segni dedicato alle persone sorde italiane e straniere.

La promozione del servizio passa per il Videoblog Italdeaftourism, che trovate al link http://youtube.com/italydeaftourism.
L'iniziativa è stata molto apprezzata dal mondo dei blog che si occupano di disabilità sulla rete. Trovate qui la recensione di Superabile, il sito dell'inps, che ci indica come una buona prassi, di inserimento lavorativo da un lato, e di promozione dell'accesso al tempo libero e allo svago da parte delle persone sorde
  
Di seguito trovate un video in lingua dei segni con i sottotitoli, preparato dalla collega Micaela Desiderio ed una video presentazione dell'operatore che ha avviato l'iniziativa, Iso privo di sottotitoli.
Buona visione!





martedì 26 giugno 2012

La pedagogia del desiderio di Giuseppe Fioravanti

Oggi vorrei proporvi uno dei pochissimi materiali presenti on line del mio maestro, il professor Giuseppe Fioravanti, che ha insegnanto alla Sapienza di Roma e all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

La pedagogia del desiderio di Fioravanti si presta magnificamente a fornire il quadro di principi, fini ed ideali indispensabile a definire una proposta di strumenti, tecniche  e metodi da proporre nell'ambito della attività di consulenza pedagogica cui ho fatto riferimento in un'altra occasione

Giuseppe Fioravanti si è occupato tra l'altro di storia della scuola ed in questa veste è stato invitato ad illustrare elementi pedagogici nell'ambito degli stati preunitari.

 Si tratta di un intervento che merita di essere ascoltato e che vi invito caldamente a seguire, soprattutto per il quadro di principi, fini e ideali che lo sottende.

Aggiungo che chi volesse approfondire la pedagogia di Giuseppe Fioravanti può trovare i riferimenti per contattare l'editore sul sito htttp://www.magisetplus.it

Buona visione











domenica 24 giugno 2012

Doppio educatore: l'intervista a Prisciandaro a RaiNes 24

Mi sono appena accorto che su questo videoblog non è mai passata la seconda intervista  al presidente Alessandro Prisciandaro sulla annosa questione del doppio educatore, come abbiamo definito la situazione venutasi a creare a seguito del 520/98, e della produzione normativa che ne è discesa.
Ve lo ripropongo, buona visione!




sabato 23 giugno 2012

Dedicato agli educatori laureati in scienze dell'educazione


Per decenni non c'è stato nessuno che si è impegnato in questa battaglia, adesso c'è l'Apei (www.apei.it). Che facciamo? Continuiamo a lamentarci o ci rimbocchiamo le maniche?


Educatore unico? No, grazie!

Tra  i colleghi si è diffuso negli ultimi tempi uno slogan che pare molto affascinante, che viene dal mondo degli educatori "sanitari". Si tratta dello slogan dell'educatore "unico e indivisibile".
I visitatori di questo blog sanno che gli slogan qualche volta consentono di svelare la realtà, e qualche altra volta la nascondono, o, peggio, la travisano.
Le fonti che spiegano cosa questi colleghi intendano per educatore unico e indivisibile sono introvabili. Io ne ho trovata una, che spiega che secondo una certa visione educatore unco è l'educatore classe SNT2 e che i laureati in scienze dell'educazione devono scomparire.
Noi dell'Apei non concordiamo con questa visione ed abbiamo una idea chiara e chiaramente comunicata di come secondo noi si debba uscire dall'empasse causato dal dm 520/98 che ha istituito nel mondo della sanità gli educatori professionali. Ai laureati classi 18 e 19 in scienze dell'educazione chiediamo di chiedere bene questi aspetti, perchè potrebbero iscriversi ad associazioni che vanno contro i loro interessi. Spendere soldi per fare gli interessi degli altri no, è troppo. Non trovate?
Buona visione

giovedì 21 giugno 2012

L'antropologia pedagogica: questa sconosciuta

Sollecitato da una scaramuccia sul tema della castità sul mio profilo facebook ho deciso di pubblicare un breve filmato sulla questione antropologica in pedagogia. Raramente si trova l'antropologia pedagogica come disciplina universitaria, e i nostri laureati diventano pedagogisti ed educatori senza una chiara connessione tra la visone dell'uomo e l'ambito dei metodi /strumenti/tecniche.

Spero che questo filmato torni utile per chiarire questa prospettiva di fondo. Mi interessa anche sottolineare come una visione antropologica chiara è indispensabile a chi desidera intraprendere il lavoro della consulenza educativa e pedagogica. Buona visione!
Gianvincenzo

la Touch Generation: generazione di fenomeni o generazione di deficenti?

Vorrei condividere con voi questo pensiero, pubblicato dal mio amico Roberto Dentice sul suo profilo facebook. Questo affiancamento tra l'evoluzione (quella che dalla teoria evoluzionistica viene considerata) del pollice opponibile con la rivoluzione digitale che ci ha cambiato la vita è affascinante. 
Mi chiedo se sarà vero, però.
Certamente la questione è più complessa. C'è una funzione sul piano dell'istruzione essenziale che non viene valorizzata abbastanza (l'uso delle Lim, ad esempio, l'uso del computer per i ragazzi che hanno bisogni specifici su lettura  e scrittura...).
D'altro canto, però, è vero che il mezzo modifica l'utente e di questo ringraziamo la plasticità neuronale che ci rende meglio adatti all'ambiente.
Ma quale cambiamento, negli stili di apprendimento stanno determinando le nuove tecnologie sui nostri ragazzi? Ad esempio: non c'è un'atrofizzazione di alcune funzioni fondamentali come la memoria o la capacità di astrazione?
Questo mi e vi chiedo.
Gianvincenzo

Ed ecco a voi la riflessione dell'amico Roberto Dentice, che vi propongo di commentare
E' nata oramai la Touch Generation. Cresce con l’abitudine di usare tutta la tecnologia, non solo i PC o i cellulari, compie gesti su schermi multitouch. Questo, secondo i ricercatori, darà loro un cervello diverso dal nostro.Il cervello ha una sua plasticità neuronale che gli permette di ristrutturare le proprie mappe sensoriali a seconda del modo in cui gli arrivano gli stimoli attraverso i sensi. Se gli stimoli sono complessi più aree neurali funzioneranno simultaneamente, creando nuovi e più complessi intrecci o sinapsi. Del resto è quanto ad esempio avvenuto già per l’Homo Sapiens: l’opponibilità del pollice, schiudendo enormi universi di impiego, ha contribuito decisamente all’evoluzione del cervello rispetto ai suoi predecessori che non avevano tale capacità.
E pensare che in questo la diffusione e l'uso di software libero, con i suoi modelli di condivisione-collaborazione-cooperazione dei saperi, ha non solo favorito ma addirittura accelerato tutto ciò rende la cosa ancora più intrigante e affascinante.
Qualcosa cambia per davvero. Forse è il caso di prenderne consapevolezza.
E pensare che in questo la diffusione e l'uso di software libero, con i suoi modelli di condivisione-collaborazione-cooperazione dei saperi, ha non solo favorito ma addirittura accelerato tutto ciò rende la cosa ancora più intrigante e affascinante. Qualcosa cambia per davvero. Forse è il caso di prenderne consapevolezza.