giovedì 20 settembre 2012

Recensione: Lavorare con l’ADHD senza l’uso di farmaci. Una strada possibile?


Lavorare con l’ADHD senza l’uso di farmaci. Una strada possibile?

 Recensione a Stanley Greenspan, Il bambino iperattivo. Sconfiggere l’ADHD senza farmaci, Raffaello Cortina Editore, 2009, 140 pagine, € 16,00.

 recensione di Micaela Desiderio Vigorito
L’ADHD è un disturbo che inficia le capacità di autocontrollo, implicando difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività.
Il bambino, in pratica, non è in grado di controllare e regolare i propri comportamenti.

Stanley Greenspan, con il suo volume “Il bambino iperattivo. Sconfiggere l’ADHD senza farmaci” evidenzia in modo semplice ed immediato come sia possibile lavorare con bambini ed adulti senza ricorrere a terapie farmacologiche.

L’autore, dopo anni di esperienza pratica a contatto con l’ADHD, ha creato un programma di intervento inteso a rafforzare in modo sistematico le diverse capacità attentive e quelle che consentono di autoregolarsi, concentrarsi sui problemi e portare a termine un compito.

Il programma ideato da Greenspan viene modellato sulle caratteristiche del singolo individuo e della sua famiglia, prendendo in considerazione le difficoltà del bambino e le modalità più adeguate per stimolare le capacità integre, sulle quali è possibile realizzare lo sviluppo dell’attenzione e della concentrazione del soggetto.

Le attività pratiche proposte dall’autore nel suo volume hanno come obiettivo principale il rafforzamento della mente; obiettivo in controtendenza rispetto alle “metodologie in voga” negli ultimi anni, le quali mirano semplicemente alla riduzione degli aspetti problematici del disturbo.

Il programma descritto dall’autore prevede un periodo di applicazione “in prova” di un approccio di tipo globale, periodo che varia dai 6 ai 12 mesi, prima di valutare l’opportunità dell’impiego di terapie farmacologiche, mirando a: Rafforzare le funzioni motorie (per aumentare le capacità di “usare” il proprio corpo, il proprio sistema nervoso), basate su attività di rafforzamento dell’equilibrio, coordinamento oculo-manuale, abilità fino/grosso motorie;  Favorire le capacità di pianificazione ed organizzazione sequenziale delle azioni e dei pensieri; Modulare le risposte sensoriali; sviluppare il pensiero riflessivo; Costruire fiducia in se stessi; Migliorare le dinamiche familiari; Costruire un ambiente di vita sano.

Tramite la lettura di questo volume, scritto in modo chiaro e preciso, comprensibile anche dai “non addetti ai lavori”, si entra facilmente in contatto con il programma globale elaborato da Greenspan, consentendo la comprensione e l’importanza del ruolo svolto dalle emozioni all’interno del percorso di sviluppo del sistema nervoso.

Il volume, da consigliare, si dimostra davvero interessante e facile da seguire per l’attivazione degli interventi proposti dal programma rispetto al raggiungimento degli obiettivi indicati da Greenspan, mettendo in pratica le indicazioni fornite si ottengono risultati evidenti rispetto al miglioramento delle capacità di attenzione e concentrazione, consentendo al bambino di progredire verso livelli più avanzati di pianificazione ed organizzazione, quelli cioè necessari per affrontare le attività scolastiche loro proposte.

Per acquistare il volume clicca su questo link


martedì 18 settembre 2012

E se l'iperattività fosse un problema alimentare?

E se l'iperattività fosse un problema alimentare?

Recensione a Stefano SCOGLIO, Non è colpa dei bambini. Disattenzione, iperattività e ADHD: i pericoli del Ritalin e il ruolo della nutrizione, Macro edizioni, 2007, 136 pagine, € 9,80.


Che il tema dell'Adhd rischiasse di essere anche in Italia - come lo è già da tempo negli Stati Uniti - una colossale operazione a danno dei bambini lo sapevamo già. E sapevamo pure che il metilfenidato, l'anfetaminico che viene utilizzato nel trattamento di questa sindrome, ha pesantissimi effetti collaterali sui bambini.
Questo volume di Stefano Scoglio edito da Macro edizioni, si occupa di un aspetto meno noto:  il ruolo che la nutrizione potrebbe avere nella comparsa delle sintomatologie connesse con la sindrome da iperattività.
Che questi fenomeni, infatti, argomenta l'autore, siano sempre più diffusi tra i bambini e gli adolescenti è indubbio. Il punto sul quale è necessario interrogarsi in maniera approfondita, però è se si tratti di una "patologia, e abbiano cause ‘hard’, ovvero genetiche e strutturali, invece che ‘soft’, ovvero di tipo fisiologico, ambientale e, last but not least, nutrizionale” (p. 10).
Dopo aver vagliato e scartato le argomentazioni sulla origine 'hard' dell'ADHD (se esistano, cioè, evidenze che l'ADHD abbia o meno fondamento biologico e genetico), l'autore passa a prendere in considerazione le possibili cause 'soft' dell'ADHD. A partire dalla nutrizione. Negli ultimi decenni è avvenuto - come argomenta con precisione e competenza l'autore - il crollo della "nutrizione positiva", ossia una significativa perdita del valore nutritivo presente negli alimenti. Si scopre, ad esempio (pp. 35 e sgg.) che gli spinaci non sono più una buona fonte di ferro (perchè la quantità di ferro per 100 g. è crollata in pochi decenni) e che il valore in termini di apporto di vitamine e microelementi di formaggi e latte ha avuto pesantissime riduzioni dalla metà del secolo scorso ad oggi. O, ancora, che la dieta della maggior parte dei bambini è deficitaria (ossia sotto le quantità minime raccomandate) di elementi essenziali alla buona salute.
Al crollo della nutrizione positiva si aggiunge poi il pericoloso fenomeno dell'aumento della nutrizione 'negativa', negli alimenti e nell'ambiente in cui vive il bambino: squilibrio glicemico, caffeina, coloranti, conservanti, mercurio, vengono esaminati uno per uno per analizzarne il ruolo nella salute generale dei bambini e - ove fossero presenti degli studi specifici in merito - sugli aspetti più eminente psicologici e comportamentali.

Cosa c'entra l'inversione della bilancia ossidativa con l'aumento delle sintomatologie connesse con il deficit da attenzione nei bambini? "non c'è dubbio che questo squilibrio radicale della bilancia ossidativa abbia effetti devastanti sulla salute e non può non avere rilevanza anche su quella specifica alterazione della salute psicofisica che avviene nel caso dei 'bambini difficili'" (p. 33)

La proposta di Stefano Scoglio nel capitolo 5 è un 'modello fisiologico': i bambini iperattivi e disattenti sono uno dei due estremi di un continuum depressione - iperattività. Nella proposta dell'autore "non esiste una caratteristica neurologica strutturale (un gene difetttoso, un cervello più piccolo, ecc.) che separa i bambini più difficili da quelli più centrati. Esiste invece un continuum di condizioni differenti, sociali, familiari e nutrizionali che, proprio come la condizione comportamentale - emotiva generata, va da una situazione di equilibrio a una progressivamente più squilibrata e sofferente" (p. 64).
L'ultima parte del volume riguarda il Ritalin e i suoi effetti collaterali (cap. 6), la feniletilammina come alternativa al metilfenidato (cap.7) e il contributo della microalga Klamath (cap. 8) come fonte naturale di feniletilammina e un gran numero di altri minerali tali da contribuire a superare il deficit metabolico descritto nel volume.


martedì 11 settembre 2012

I bambini ed il rientro dalle vacanze

Il post di PedagogikaTv di oggi ospita con piacere l'intervista del 27 agosto scorso a Rosalba Monaco, presidente regionale dell'Apei campana, al programma di Radio Kiss Kiss "Noi kissiamo", sul tema "I bambini e il rientro dalle vacanze.
E' molto gratificante vedere come il lavoro che come associazione di pedagogisti ed educatori stiamo svolgendo in questa regione ci stia consentendo di offrire una voce, quella della pedagogia, agli ascoltatori di una importante radio napoletana.
Se è vero che i tempi radiofonici sono quello che sono, e poco adatti all'approfondimento, gli spunti della collega risulteranno molto utili per genitori e insegnanti. Seguiremo la rubrica con attenzione. 
In bocca al lupo, Rosalba!




martedì 4 settembre 2012

L'amore è sordo

Pochi di voi sapranno che una delle due cooperative sociali di cui sono presidente si occupa di inserimento lavorativo di persone con handicap fisico e psichico attraverso il turismo.
Archeosannio - questo è il nome della società - ha istituito l'agenzia di viaggi Pellegrini e viaggiatori. Una delle attività di Pellegrini e viaggiatori è un servizio  per erogare servizi turistici alle persone sorde.

Quello dei sordi è un mondo poco evidente, perchè una persona sorda per la strada non la riconosci: tra quelli che incontri che camminano, o guidano l'auto o la moto alcuni sono sordi e non lo sai. Ti accorgi che una persona quando entri in comunicazione. Il mondo sordo ed è anche un mondo a se:  una lingua, una cultura, un modo di essere.

Fin qui la sordità dell'orecchio. Ma la sordità del cuore dove la mettiamo? Ecco, qualche settimana fa è uscito il primo episodio di quello che vorrebbe diventare una serie trasmessa dalla Rai su questo tema, si chiama "L'amore è sordo".
Io ve lo consiglio. E' parte in italiano parlato e parte in Lis. Ma è tutto sottotitolato. Quindi gli udenti possono superare lo svantaggio del non conoscere la Lingua italiana dei segni attraverso i sottotitoli.
:-)
Ciao a tutti, buona visione