martedì 15 agosto 2017

Un cocktail che uccide (la ragionevolezza)

E' noto, c'è un cocktail che ha avvelenato persino alcune tra le menti più intelligenti e i cuori più sensibili di questo paese.
Il cocktail si ottiene agitando bene una miscela fatta di tre parti di pressione comunicativa sulla presunta invasione dei richiedenti asilo nel nostro paese, tre parti di sciacallaggio politico frutto di irresponsabilità o di codardia, a seconda dei casi, e quattro parti di senso di insicurezza di una crisi globale - direi piuttosto di una globalizzazione - che ha prodotto pesanti costi a carico del ceto medio europeo.

Barman e spacciatori di questo cocktail micidiale sono stati capaci di avvelenare il consesso sociale, di determinare perdita di capacità di comprensione dei fatti, di discernere come diverse cose che sono diverse, giudicarle, misurarsi con la realtà. Perdono la capacità di giudizio persone di provata intelligenza, figurarsi cosa accade ai cretini riconosciuti tali dentro le proprie comunità.

E allora capita che l'immigrazione ci azzecca con qualunque problema della societò, che gli immigrati vengano presentati come la fetenzia della fetenzia: "loro" rubano, spacciano, violentano, ci invadono. "Loro" gli invasori, i criminali, "noi" le vittime dell'invasione e della criminalità. Un tempo la lega raccontava la stessa storiella con i meridionali, oggi si è aggiornata. Questo fenomeno di divisione del mondo in noi e loro non è nuovo alla storia dell'umanità, ma tristemente caratterizza i periodi peggiori. E' nelle guerre che anche i migliori si convincono che i nostri sono i buoni e i loro sono i cattivi, è la propaganda dei regimi che produce queste isterie collettive. Il riferimento ai regimi non è troppo fuori luogo, se è noto che la libertà dell'informazione in questo paese sia tra le peggiori in Europa e se più di qualcuno parla di questo paese come di un regime da qualche decennio.

E a Verona accade, quindi, che una ragazza nata in Italia, che ha 15 anni, e giustamente si sente italiana, probabilmente parla italiano con la stessa padronanza di mia figlia, ha la cittadinanza italiana come la ha mia figlia, insomma, è una "vera italiana", si veda rifiutare l'iscrizione ad un concorso canoro perchè non italiana "di fatto". Ciò che non la rende italiana davvero è il fatto di avere la pelle nera. Discendiamo dall'impero romano, che ha avuto imperatori nati in Africa, e siamo affetti da questa africanofobia.

Ora, il pirla in questione forse domani si ravvederà. Forse ha già dato una intervista in questo senso. Ai cretini non posso dir nulla. Ma alle persone intelligenti e sensibili non mi resta che fare un appello alla ragionevolezza.

giovedì 10 agosto 2017

Ong e migranti, le Acli: il salvataggio delle vite umane prioritario su tutto. 

Ong e migranti, le Acli: il salvataggio delle vite umane prioritario su tutto. 
Gli Stati rispettino gli accordi, solo così si potrà gestire l’esodo verso l’Occidente
(Comunicato stampa) Mai come in questo periodo le prime pagine dei giornali sono occupati da un tema molto caro alle Acli, ossia quello dei migranti e della salvaguardia delle vite umane. 
“Su questo tema non ci debbono essere divisioni – afferma Roberto  Rossini,presidente nazionale delle Acli –. La cultura dell'accoglienza e dell'incontro si contrappone a quella dell'indifferenza e dello scarto. Salvare una vita umana è sempre una priorità. Senza dimenticare che quello che stiamo vivendo è un evento storico di portata enorme che implica collaborazioni tra i Paesi coinvolti, il rispetto dei necessari accordi tra gli Stati e negli Stati, ispirati ad un'etica della responsabilità”.
“Non vorremmo – aggiunge Antonio Russo, responsabile welfare Acli -  che nella polemica su ong e migranti si aggiungesse altra confusione. Penso, per esempio, alla storia relativa all’indagine che ha coinvolto padre Mosè Zerai. Siamo al fianco dal punto di vista umano al sacerdote eritreo, tra i candidati al Nobel per la pace nel 2015. Allo stesso modo, abbiamo fiducia nell’operato della magistratura trapanese. Sulla questione migranti – continua Russo – siamo al fianco di chi salva vite umane. Sono ormai anni che le Acli sostengono l’apertura di corridoi umanitari in mare. Condanniamo, allo stesso momento, le modalità dirinvio dei richiedenti asilo in Libia. Significa rispedirli verso la morte o, se sono fortunati, nelle mani dei trafficanti di uomini

Il CNCA prende posizione sul protocollo Minniti: "Anche noi siamo con Medici Senza Frontiere"

Il CNCA prende posizione sul protocollo Minniti

Anche noi siamo con Medici Senza Frontiere.

7 agosto 2017
Armando Zappolini presidente CNCA e Stefano Trovato responsabile immigrazione CNCA prendono posizione sulla questione della firma del protocollo governativo per le Ong che prestano soccorso in mare: "Vogliamo schierarci ancora una volta pubblicamente dalla parte di MSF e delle Ong che stanno lavorando nel Mediterraneo per salvare quante più vite di migranti che sono costretti ad arrivare in Europa con mezzi di fortuna.
Fa bene MSF a rifiutare il protocollo del Governo sulla gestione dei salvataggi in mare. Questo atteggiamento del Governo non fa che aumentare i problemi.
A nessuno è chiaro il reale motivo per cui sulle navi che salvano i migranti ci debbano essere delle forze di polizia. Così si militarizza anche l'aiuto umanitario.
La stessa inchiesta che ha portato al sequestro dell'imbarcazione Iuventa, di una Ong tedesca, grazie al dosdier di Famiglia Cristiana sembra mostrare dei contorni al quanto ambigui.
Non si possono scaricare sulle organizzazioni della società civile i problemi creati da anni di errori dei governi occidentali in Africa, a svantaggio di quelle popolazioni, e politiche di immigrazione inutili e controproducenti come la nostra Bossi-Fini.
La stessa scelta del Governo per un impegno militare in acque libiche appare come un film già visto e la collaborazione nel respingere i migranti verso la Libia è un atto contro l'umanità. Tutti sanno, Governo compreso, che in Libia non esistono i diritti umani e che i campi di accoglienza sono dei lager dove le persone subiscono violenze di ogni tipo".

lunedì 7 agosto 2017

Liceo in 4 anni? Insegnanti e pedagogisti criticano la norma

Licei di quattro anni? Occorre una progettualità più ampia. La critica dei pedagogisti dell'Apei



Di seguito un documento della commissione scuola dell'Associazione pedagogisti ed educatori italiani (Apei)

Spunti per una prima riflessione da parte della commissione scuola APEI (Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani) in merito al recente decreto della min. Fedeli sulla sperimentazione dei “licei brevi”

Pur valutando positivamente una possibile equiparazione ai tempi dei percorsi scolastici  previsti in altri Paesi europei  - che li vedevano avvantaggiati rispetto alla durata della formazione scolastica - noi insegnanti della commissione scuola APEI ci chiediamo prioritariamente:

1 - Quali garanzie verranno fornite per assicurare le pari opportunità per tutti, sia rispetto alla tipologia dell’istituzione scolastica (licei, istituti tecnici e professionali) sia rispetto agli studenti ai quali viene offerta l’opportunità del percorso quadriennale (e, quindi, l’ingresso  “anticipato” nel percorso universitario e nel mondo del lavoro)?

2 - Con quali criteri verranno selezionati gli studenti nel caso ci sia un eccesso di richiesta: solo i più meritevoli dal punto di vista del profitto in uscita dalla scuola secondaria di 1 grado? Pensiamo che non sarebbe né equo né oggettivamente valido ai fini della valutazione del percorso quadriennale, in quanto non si terrebbe conto della reale composizione della popolazione scolastica.

3 – Come affrontare l’eventuale rischio del ripristino di una logica meritocratica e selettiva  e dell’ esclusione a priori, dalla sperimentazione, dei possibili “candidati” alla dispersione scolastica? Che ne sarà di quella politica dell’inclusione che ci vede, dal punto di vista normativo, i più avanzati in Europa, oltretutto nell’anno del 50° anniversario della morte di Don Milani, l’antesignano dell’inclusività non solo a livello nazionale?

4 – Come evitare che prevalga ancora la logica del risparmio e dell’adeguamento all’efficacia del modello competitivo europeo? Quale parte avrà la specificità italiana in ambito educativo-pedagogico anche in considerazione della dichiarazione UNESCO del 2000 - Dakar sul principio dell’educazione per tutti a partire dai primi ordini e gradi dell’istruzione scolastica,
per garantire il soddisfacimento dei bisogni educativi di tutti i giovani e degli adulti attraverso un accesso equo a programmi di istruzione e formazione lungo tutto l'arco della vita?

Ogni persona – bambino, ragazzo e adulto – deve poter fruire di opportunità educative specificamente strutturate per incontrare i propri basilari bisogni di educazione”
Questi DIRITTI comprendono tanto i contenuti essenziali dell’apprendimento (dal linguaggio orale e scritto, alla matematica  alla capacità di risolvere i problemi) quanto gli strumenti della conoscenza, le competenze, i valori e lo sviluppo delle attitudini, cioè quanto richiesto ad un essere umano per sopravvivere, sviluppare in pieno le proprie capacità, vivere e lavorare dignitosamente, partecipare allo sviluppo, migliorare la qualità della propria vita, prendere decisioni informate, continuare ad apprendere.  (The Dakar Framework for Action, Art.1)


5 - Come è possibile riformare un ordine scolastico superiore senza rivedere il percorso precedente, in modo tale da introdurre quegli approcci socio-pedagogici e didattici che  attuando la personalizzazione del processo di insegnamento-apprendimento, consentano l’accesso all’istruzione superiore quadriennale anche ai Gianni di Don Milani , in un ambito che attualmente vede, nel corso dei 5 anni, un aumento della dispersione e una strage fatta di bocciature? In effetti all’età di 13-14 anni, cioè al momento del passaggio alle scuole secondarie di secondo grado i “giochi” sono già fatti per i “Gianni” e per i “Pierini”.


6- Di quali criteri di valutazione pedagogica e scientifica si doterà il Comitato scientifico regionale e nazionale che valuterà gli esiti della sperimentazione? Saranno previsti docenti senior e pedagogisti di provata esperienza che inquadrino le problematiche della formazione tenendo presente che la qualità della formazione stessa dei futuri studenti  e cittadini  del mondo
  1. inizia a 0 anni e non a 14 anni
  2. deve essere orientata a migliorare tutti gli aspetti della qualità dell'istruzione e assicurare a tutti l'eccellenza affinché tutti possano raggiungere  risultati visibili e valutabili, specialmente nel leggere, scrivere e contare e in altre abilità essenziali per vivere?.

La Commissione Scuola APEI