domenica 26 gennaio 2020

Università telematiche, è giusto escluderle dalla formazione in scienze dell'educazione?

Nei giorni scorsi è stato pubblicato un decreto ministeriale dell'ex Ministro dell'Università e della ricerca scientifica. Il decreto prevede che dal prossimo anno accademico gli atenei telematici non abbiano più l'autorizzazione a tenere corsi di laurea di ambito sociale, psicologico e pedagogico e lascia ad esaurimento i corsi già esistenti. In sostanza dal mese di giugno le telematiche non potranno più accogliere nuovi iscritti per diverse lauree triennali e magistrali, tra cui quella in scienze dell'educazione.

 In molti hanno esultato argomentando che la formazione telematica è meno seria e che quindi le professioni che hanno a che fare con le persone essendo più delicate è giusto che vengano esclude dalla formazione telematiche.
Intanto la formazione telematica è una importante opportunità per coloro che vivono in posti disagevoli e non sono in condizione di accedere alle città universitarie, e anche per coloro che lavorano, e hanno necessità di fruire delle lezioni aldifuori degli orari definiti dall'orario delle lezione. Questo è ancora più vero se si considera che una ampia fetta della nostra vita si vive nell'online e senza le modalità a distanza non potremmo vivere come viviamo. 
Ora personalmente non ho mai avuto dai colleghi che studiano scienze dell'educazione presso una telematica un feedback di scarsa qualità degli insegnamenti.
Ma supponiamo pure che sia così e che gli esami nelle telematiche siano facili e che la formazione faccia schifo. Supponiamo pure che la qualità degli insegnamenti sia inferiore nelle università telematiche. 
La cosa più intelligente sarebbe monitorare  la qualità del sistema universitario telematico, non chiudere i corsi di laurea. Se c'è l'idea che i corsi di laurea in psicologia o pedagogia siano di scarsa qualità bisogna verificare che siano effettivamente erogati corsi di qualità come si fa per i corsi in presenza (a proposito si fa per i corsi in presenza?).
Io non vorrei che un giudizio negativo sulle università telematiche si trasferisse sulla formazione a distanza, e anche vorrei che il dibattito su questa vicenda fosse un poco più aperto, perchè non mi pare che si spieghi questa chiusura. 
A me sta a cuore la qualità della formazione accademica e al contempo la possibilità di accesso alla conoscenza da parte di tutti. E credo che questi due principi siano compatibili.
Se siete arrivati fino a qui vi invito a cliccare su mi piace sulla pagina, in modo da rimanere in contatto sugli aggiornamenti degli spunti pedagogici

Nessun commento: